Farewell, uf widerluege, goodbye

Ci sono molte cose che desideravo quando ho aperto questo blog, cinque anni fa, che vivevo in un posto piccolo e freddo con il cuore piccolo e freddo. Alcune le ho ottenute (validazione*, affetto, amore e amici), altre (come collaborazioni o altri risvolti professionali in cui speravo**) sono per lo più mancate. Niente di grave, tutto sommato. Fa un po’ male solo ogni tanto.

Fatto sta che tra i 25 e i 30 si cambia, e tra i 26 e i 31 non ne parliamo. Caprette rimane un luogo dell’anima ma è diventato un luogo in cui faccio sempre più fatica a tornare. Un po’ come Facebook. Questo malgrado i cambi di lingua e gli sforzi per rimanere aggiornati e aggiornanti.

Quindi ho pensato che è il momento di un hiatus, di chiudere un attimo questa parentesi, almeno finché non capisco se questo spazio serve, a cosa serve e perché. A chi serve l’abbiamo già capito. Perché il resto è impegnativo e consuma, perché non sono più sicura del valore di avere delle opinioni ma specialmente perché adesso, come dice il celebre account twitter, non ho bisogno di ulteriori cose che mi sento in colpa perché non sto scrivendo.

Non so cosa accadrà, spero cose nuove, qui o altrove. Credo nel maggese, anche se non lo pratico mai abbastanza. Credo che ora sia il momento.

L’archivio è pieno di cose vecchie, se arrivate a caprette solo oggi. Per scrivermi, l’email da usare è granzini – at – gmx – punto – com.Il mio twitter è un posto caotico ma ancora abbastanza divertente, e non posso che consigliarvi Transenne, il podcast davvero geeky in cui con Ale e Anto parliamo di cinema e di altre cose che amiamo molto. A noi fa molto ridere, e magari anche a voi.

Ci sentiamo presto,

G

* non sono mica fatta di ghiaccio

** non sono mica fatta di ghiaccio

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